Nel 1570 veniva affrescata da Antonio Licinio il giovane, detto il Sacchiense da Pordenone, la sacrestia settentrionale, detta "dei Canonici"; nel 1611-1612 sono documentati i pagamenti per gli affreschi della volta della sacrestia dei Mansionari a Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone. Nel 1484 entrò a far parte del cantiere della cattedrale un giovane scultore ticinese, Tommaso Rodari, con il ruolo di fabricator figurarum; già nel 1487 egli venne nominato architectus generalis della fabbrica e venne incaricato di disegnare il nuovo presbiterio; Tommaso continuò a lavorare per la cattedrale di Como fino al 1526, anche se non vide realizzati i suoi progetti, forse ancora troppo timidi di fronte ai cambiamenti dell'architettura tipici del Rinascimento. Degli arazzi esposti in duomo, vale la pena notare che la scena della Presentazione di Maria al Tempio è stata chiaramente ripresa da xilografie di Albrecht Dürer. Ubicata non lontano dalla riva del lago Sulla faccia principale dello stendardo sono raffigurati Angeli che sorreggono l'ostensorio, mentre su quella posteriore c'è Sant'Abbondio benedicente (secondo la tradizione liturgica di rito romano, gli stendardi erano portati in processione con la faccia principale rivolta in avanti, a differenza di ciò che avveniva nei luoghi di rito ambrosiano). Pervenuti alla cattedrale per un lascito testamentario di Giacomo Gallio, secondo Marchese d'Isola, del 1686, essi sono parte della ben più ampia raccolta della nobile ed antica famiglia Gallio, che di essa faceva lustro nella sua villa di Borgovico, edificata da Marco Gallio nel 1615 (la villa Gallia ora sede di rappresentanza della Provincia di Como) e della villa del Balbiano, voluta sempre dall'abate Marco nel 1636, sulla riva del lago a Campo di Ossuccio. Già nella costruzione della parte gotica le finestre della navata centrale furono progettate senza una reale presa di luce dall'esterno: esse, infatti, sono coperte dalle falde dei tetti delle navate laterali; soltanto in epoca recente sono stati realizzati dei lucernari per permettere un passaggio della luce. La grande piazza del Duomo è dominata dalla mole della cattedrale, che costituisce da molti secoli il fulcro urbanistico e simbolico dell'intera zona. Basilica Cattedrale di Como. Nel XX secolo di questo altare si erano ormai perse le tracce: se ne conosceva l'esistenza grazie a scritti di storici comaschi, ma solo nel 1964 fu ritrovato, letteralmente "sepolto" all'interno dell'altare maggiore settecentesco, e venne installato nella cappella del seminario di Muggiò. [3] È comunque probabile che il cantiere sia stato effettivamente attivato intorno al 1420, quando cominciano i registri della Fabbrica del duomo. Ver más de Basilica Cattedrale di Como en Facebook. Oggi ospita la parrocchia ortodossa rumena di San … Coordinate La cattedrale di Santa Maria Assunta è il principale edificio di culto della città di Como, chiesa madre della diocesi omonima.Situata vicino al lago, rappresenta uno dei più ragguardevoli monumenti dell'Italia settentrionale.. La famiglia avrebbe dunque commissionato la pala in memoria del prete scomparso, e tutto il dipinto è attraversato da un'atmosfera mesta, a partire dalla scelta dei colori. Ubicata non lontano dalla riva del lago, per la vicinanza all’antico Palazzo vescovile affacciato su una darsena, è il segno storico più forte del periodo in cui Como, tramite le vie di … La costruzione irreale di nuvole è realizzata con l'accostamento dei colori: quelli più scuri rendono i piani più vicini, quelli più chiari sprofondano nella lontananza. Il Duomo di Como è l'ultima delle cattedrali gotiche costruite in Lombardia: fu iniziato nel 1396, dieci anni dopo la fondazione del duomo di Milano. Festive 17.00 sabato e vigilie; 08.00 – 10.00 – 12.00 – 17.00 – 19.00 domenica e … Nell'anta dell'armadio di fronte all'ingresso è incorniciata una Santa Famiglia con san Giovannino e santa Elisabetta che presenta riferimenti alla scuola leonardesca. Il duomo di Como possiede un'importante collezione di arazzi, interessante perché costituisce, «un'antologia di opere uscite dalle più importanti manifatture italiane del XVI e XVII secolo - la milanese, la ferrarese, la fiorentina - e dal più rinomato centro di fabbricazione dell'Europa del tempo, Bruxelles.[35]». Quando poi il lago si ritirò, la rana, conquistata dalla bellezza della cattedrale, decise di non staccarsi più da essa, e si trasformò in una rana di pietra nascosta tra i fiori e le foglie che decorano il portale. La cattedrale di Santa Maria Assunta, comunemente definita Duomo di Como, è senza alcun dubbio l’attrazione principale della città.E anche uno dei più importanti monumenti dell’Italia settentrionale. La continuità delle proporzioni e dei moduli ha garantito l'armonia degli spazi nuovi accanto a quelli precedentemente realizzati. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 25 nov 2020 alle 21:49. Il Duomo di Como. Sopra al cornicione d'imposta la volta fiorisce di luci e colori negli stucchi e dipinti seicenteschi. La luce che, dalle finestre gotiche e rinascimentali, entra nella cattedrale è filtrata dai colori di numerose vetrate. È probabile che anche a Como, come a Milano, ci si trovasse davanti a una tipologia di "cattedrale doppia", con Santa Maria Maggiore cattedrale invernale (come a Milano la basilica omonima) e San Giacomo cattedrale estiva (a Milano la basilica di Santa Tecla). Nelle volte di entrambe le sacrestie del duomo sono affrescati temi in lode della Vergine Maria. Disposizione fonica degli organi della Cattedrale. Un Medioevo romanzato e melodrammatico, per lo più d'invenzione.Non sfugge a questi limiti la realizzazione delle storie di sant'Abbondio, ambientate astoricamente (a dispetto delle intenzioni) in contesti goticheggianti, da scenografia teatrale, castigata soltanto dalla ristrettezza oggettiva del campo pittorico disponibile.[...] Nel duomo sono sepolti alcuni vescovi di Como e anche alcuni laici, tra i quali Benedetto Giovio, fratello maggiore del più noto Paolo, e il medico Giovanni Paolo Rezzonico. Con finezza gli architetti successivi della fabbrica rispettarono questo impianto armonico proporzionale, a partire da Cristoforo Solari e fino a Filippo Juvarra, che nel XVIII secolo attese alla soluzione del problema della copertura progettando l'imponente cupola semisferica con lanterna, impostata su un alto tamburo ottagonale. Otto di essi, omogenei per misure e inquadramento delle scene, sono stati sistemati dall'architetto Federico Frigerio, nel secondo dopoguerra, tra le arcate della seconda e terza campata (purtroppo in disordine sia dal punto di vista tematico sia cronologico). Il sito che state visualizzando in questo momento verrà disattivato entro pochi giorni. Ai due lati del portale maggiore e quindi in una posizione di particolare onore, si trovano le statue di due illustri comaschi non cristiani: nell'edicola di sinistra Plinio il Vecchio, a destra suo nipote Plinio il Giovane. La cattedrale si erge superba alla sommità di un’ampia e monumentale scalinata, sul lato nord di piazza Municipio. Diocesi di Como. «Al manierismo pordenoniano si sovrappongono anche sensibili influenze più "attuali" di parte veneta, latamente tintorettesche, ma anche veneto-lombarde, bergamasche soprattutto». Anche dal punto di vista tecnico queste finestre dipinte non sono che una pallida imitazione di ciò che l'arte preziosa della vetrata aveva prodotto nei secoli passati. Arredi e opere d'arte conservate in duomo, Stendardo del Santissimo Sacramento (o di sant'Abbondio), Il muro meridionale attuale coincide con quello della preesistente basilica, L'opera di smontaggio e rimontaggio della facciata fu progettata e diretta da, Hospitales e xenodochi: mercanti e pellegrini dal Lario al Ceresio, In totale, dunque, sono cinque gli accessi alla cattedrale, secondo il numero simbolico dei cinque libri del, La porta della rana: una storia complicata, Secondo una leggenda di origine orientale, ampiamente diffusa in Italia, l'incredulo Tommaso era giunto in ritardo al sepolcro della Vergine, soltanto il terzo giorno dopo la, La "cavalcata" dei magi, secondo una moda diffusa soprattutto nell'Italia centrale (si pensi alla. Al suo interno è presente la cattedra (da cui il nome), ovvero il seggio riservato al vescovo. Basilica Cattedrale di Como. Maria porge a Gesù Bambino un frutto: è lo stesso frutto di Eva, già segno di peccato, che diviene messaggio di redenzione. Apertura Basilica Cattedrale: 07.30 – 19.30 giorni feriali; 07.30 – 20.00 giorni festivi. Angela Michela Rabiolo 46,595 views 10:38 Nella costruzione del duomo, protrattasi per molti secoli, tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI venne affrontata la questione del transetto, del tiburio e del presbiterio. Molte di queste statue e rilievi sono opera degli scultori della famiglia Rodari (Giovanni e i suoi figli Bernardino, Jacopo e Tommaso), provenienti da quello che oggi è il canton Ticino. Nella fascia superiore tre angioletti musicanti che suonano tamburello, rebeca e triangolo, e ai piedi della Madonna un altro angelo con un liuto. Iglesia católica. Nella fascia più bassa della facciata figurano simboli e segni espressi nelle forme più concrete della realtà: un fonte battesimale, una chiesa, foglie, frutti, e soprattutto scritte che si rivolgono ai passanti: «Venite adoremus», «Respice finem» che - per maggiore chiarezza - viene ripetuto in italiano, «Pensa la fine», «Pax vobis», «Pax vobis dicsit (sic) Dominus», e ancora «Pax amor et caritas est perfecta unitas», «Timete Deum», «Bene facite», «Spera in Deo». NOVEMBRE – 1 venerdì – Solennità di Tutti i Santi (orario festivo): ore 12.00 Santa Messa con i Neofiti; ore 16.00 Vespri Solenni; ore 17.00 Pontificale. N. 2 di 84 Cose da fare a Como. A sinistra, la personificazione della Magnanimità, con un'iscrizione latina che così è stata interpretata: «Su, dunque, o valorosi, correte alla meta, cui fa capo l'eccelsa via segnata da un grande esempio!». L’ organo “Eco” è situato nella sala “Carpano” sopra la sacrestia di sinistra. Le campane sono montate "a slancio", un fatto abbastanza insolito in Diocesi di Como (tranne che in alta Valtellina), visto che la tipologia di suono più comune in diocesi è quella del concerto ambrosiano con le campane "a ruota". mentre a destra, con la statuina dell'Immortalità, si trova un'iscrizione, di più difficile interpretazione per colpa di alcune abbreviature intricate, che è stata resa così: «Perché, o infingardi, conducete una vita sterile di opere virtuose? Attorno a questi edifici si aggiunsero poi, in epoca comunale, gli edifici civili del broletto con la sua torre civica e del pretorio (1215) e infine, nel 1335, la "cittadella viscontea", una roccaforte voluta da Azzone Visconti le cui mura, partendo dal lago e giungendo con un percorso irregolare fino alla torre rotonda del Castello, inglobavano buona parte dei monumenti civili e religiosi appena citati. Il tempietto circolare colonnato che racchiude il fonte fu realizzato nel 1590 da Giovanni Piotti di Vacallo, su ispirazione tibaldiana. Plinio Caecilio Secundo | qui consulatu auguratu militiae gestis ac | orandis causis poematibus et historiis | conficiendis Caesare Traiano Augusto | luculentissime laudando adficiendaque | immensa liberalitate patria sua fidem | immortale contulit ornamentum | ordo Comensis conciui suo desiderabili | honore accepto monumenta posuit | MCCCCLXXXXIIIII Kal. Basilica Cattedrale di Como. Per quello che se ne sa, la cattedrale di Como non possedette mai, in passato, un evangeliario; in vista del giubileo dell'anno 2000 è stata commissionata una preziosa copertura per il libro dei vangeli (nell'edizione curata dalla Conferenza Episcopale Italiana nel 1987, dotata di stampa d'arte e di un'iconografia ideata da artisti contemporanei). Dominioni Editore. Esuberante, scenografica e commossa, la spiritualità barocca inonda di luce il tempio: la cupola dello Juvara si erge a coronamento verticale della Fabbrica, dilata lo spazio e il pensiero fino a contemplare l'intera convalle comasca.», Re♭³: fusa da Giulio Cesare Bizzozero nel, Si♭³: fusa nella fonderia Peter & Johannes Grassmayr di, In prossimità del portale principale sono collocate, rosone con vetri policromi realizzati da un "Maestro Guglielmo" nel. Il Rodari tre anni dopo fu nominato ingegnere della fabbrica e continuò a produrre sculture fino al 1526, anno di sua morte, con i suoi fratelli Giacomo e Donato e la sua bottega: i fianchi della basilica, tutti i portali con le lunette dedicate all’Infanzia di Gesù, compresa la splendida Porta della rana, le statue degli apostoli sui piloni interni, fino all’impostazione dell’abside principale su progetto modificato da Cristoforo Solari detto il Gobbo che introdusse lo stile classico con semicolonne scanalate di ordine corinzio e composito, trabeazioni e archi a tutto sesto. Basilica Cattedrale di Como. Fu il comasco Pietro da Breggia a curare l’elevazione dei piloni e la copertura della volte. Il comasco Florio da Bontà (1460-1463) incominciò inizialmente la costruzione della facciata dove fu impegnato inizialmente lo scultore Amizio de Lurago, altro nome intelvese, documentato per il portale maggiore. Lo strumento venne costruito nel 1932 con tre tastiere e pedaliera; un primo ampliamento fu realizzato due anni dopo con l'aggiunta del corpo Corale dietro quello che allora era l'altare maggiore e nel 1981 l'organo venne ulteriormente ampliato con lo spostamento nel transetto di sinistra del corpo Corale e l'installazione di una nuova consolle a quattro tastiere e pedaliera. [31], «Qui non si tratta dei mirabili, pazienti quanto raffinati mosaici di vetri colorati in pasta e modellati col bruno tratteggio della grisaille, ma, piuttosto, di pitture su vetro, ottenute stendendo su vaste lastre opalizzate o smerigliate i più variati smalti colorati richiesti dal disegno, cuocendo in appositi forni quelle lastre fino a fissarvi bene i colori, e riunendo poi questi pezzi policromi con rari piombi, non suggeriti che dall'interesse di averne il minor bisogno possibile.[32]». Ancora oggi il servizio liturgico della cattedrale di Como è assicurato da otto canonici effettivi (cui presiede l'arciprete del duomo), dieci canonici onorari e cinque mansionari. Il primo nome attestato è quello di un architetto della Valle Intelvi, Lorenzo degli Spazi, alle dipendenze della Fabbrica del Duomo di Milano, che venne a Como per consulenze. Toccata e fuga in re minore di Bach suonata all'organo del Duomo di Messina da Don Giovanni Lombardo - Duration: 10:38. Al di sopra del portale centrale, all'interno di due tondi, si trovano i busti di Adamo ed Eva; esattamente al di sopra, in cinque nicchie cuspidate, è rappresentata ancora una volta la Vergine Maria, immediatamente alla sua sinistra Giovanni Battista e alla destra Abbondio di Como, mentre alle estremità sono i santi Proto e Giacinto, le cui reliquie sono conservate nell'altare della cattedrale. A chiudere la prospettiva del presbiterio, davanti agli stalli del coro, si trova l'alzato dell'antico altare maggiore, opera tardobarocca realizzata a Roma nel 1728, in marmo, onice e bronzi dorati. Esplora a piedi e non perderti nulla. Le vetrate delle navate laterali, tranne la recentissima vetrata dedicata al cardinal Ferrari, sono opera dei fratelli Bertini tra il 1849 e il 1894 e rappresentano diversi momenti della moda e del gusto eclettico e neogotico: In queste tre vetrate dei fratelli Bertini, rispetto alle loro stesse opere in controfacciata, vengono ridotte al minimo le cornici laterali, si accentua il tono scuro delle composizioni, compromettendo la luminosità degli spazi architettonici. Consigliati. Essa è suddivisa verticalmente da quattro lesene, decorate da serie di sculture, che suddividono una zona centrale e due laterali; nella zona centrale si trova il portale d'ingresso, il rosone con, ai suoi lati, due finestre di forma allungata. Chiesa San Giacomo, Como (76 m ↑) Chiesa del Gesù, Como (180 m ↙) Basilica San Fidele, Como … Celebrazioni ed appuntamenti presso la Basilica Cattedrale di Como per il mese di Novembre. Il primo vescovo di quella chiesa locale, Felice, giunto da Milano verso la fine del IV secolo, scelse come prima base del proprio apostolato non la città murata, ma il pago suburbano di Zezio, una zona, peraltro, già da secoli costellata di santuari non cristiani. Questo gonfalone (o stendardo) fu commissionato al Morazzone nel 1608 dalla "Compagnia del Santissimo Sacramento nella Cattedrale di Como", la stessa confraternita che aveva ordinato e pagato i grandi arazzi tuttora esposti in duomo. Proprio qui avviene il passaggio tra la sensibilità e spiritualità costruttiva del gotico e la ratio architettonica del Rinascimento: il transetto fu ampliato e furono create le due absidi laterali, di ampiezza pari alla maggiore e sporgenti all'esterno, dando origine a una terminazione triconca di respiro bramantesco, che avvicina l'impianto planimetrico del tempio alla struttura centrale. Dalla fine del XIII secolo, grazie alle Rationes decimarum tuttora conservate, è possibile anche dare conto dei benefici e delle decime da cui il capitolo traeva le proprie rendite e su cui esercitava diritti di ogni natura, anche di tipo feudale: a Cernobbio, Moltrasio, Blevio, Civiglio, Ponzate, Brunate, Tavernerio, Capiago, Grandate, Chiasso, etc. La chiesetta di San Michele (oggi cappella del palazzo vescovile), invece, era probabilmente un battistero ariano, particolarmente attivo dopo l'occupazione della città da parte dei Longobardi (589), che proprio nella zona dell'attuale palazzo vescovile avevano realizzato uno dei primi insediamenti per loro e per i loro cavalli. Ingresa tus fechas para ver la disponibilidad,, Il fonte vero e proprio è una vasca di forma ottagonale quattrocentesca, di marmo di Musso, con una base anch'essa marmorea e un coperchio ligneo.